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Tra realtà e fantasia
scelgo… tutte e due |
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Così vive e lavora Aquilino, scrittore per
ragazzi. Che non ha paura di affrontare temi scomodi, come
l’emarginazione. E che svela ai lettori i segreti del suo
lavoro |
di
Francesca Capelli -
francesca.capelli@ragazzinet.it
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Il suo nome, Aquilino, è insolito e, per ricordarsi di lui,
del cognome non c’è bisogno. Per questo ha scelto di
firmare così, semplicemente, i suoi libri. Tra i quali
ricordiamo la serie fantasy dei “Cavalieri Audaci” (Fabbri
editori) e “Koatti” (Salani). Ma lui, Aquilino (nelle
foto), è molto di
più: insegnante, animatore, autore di testi teatrali.
Lo
abbiamo incontrato a Mantova, al Festivaletteratura (www.festivaletteratura.it).
Come hai iniziato a scrivere?
A 12 anni, con una poesia piena di parole ricercate (come
andava allora) che mi fece stupire di me. Mi sembrava un
miracolo! Ho continuato a scrivere. E la
vita ha limato me e la mia scrittura. |
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Quali erano i tuoi libri preferiti da ragazzo?
Quelli di avventura, Salgari e Verne in testa. Mi sedevo
sul pavimento della cucina di casa e leggevo.
Che tipo di ragazzo eri?
Introverso, timido, con pochi amici. Sentivo di non
aderire del tutto alla realtà e vivevo soprattutto “dentro”.
Mi ritrovavo nei miei sogni e mi sentivo un po’ diverso dai
miei coetanei . Non ero bravo nello sport, non sapevo
smontare e rimontare, non reggevo alla prepotenze. A scuola
andavo bene ed ero il classico “bravo ragazzo”.
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La scrittura mi ha fatto scoprire che realtà e
fantasia sono sorelle. Perché per scrivere libri
bisogna farle viaggiare insieme. Solo che questo a
qualcuno non piace.
A chi?
Al potere, che vorrebbe gestire non solo le cose ma anche
le persone. Perché l’immaginazione sfugge al potere! E il
potere cerca di darci dei sostituti: la Tv, gli
spettacoli, i giornali. E’ quello dei cui parlo nel mio
ultimo libro: “Il tempo degli Orcoidi” (Fabbri editori),
che racconta l’ultima battaglia dei Cavalieri Audaci.
Nel libro “Koatti” (a destra) parli di
ragazzi di periferia.
L'idea era raccontare una storia
mettendo i personaggi “ai margini” di tutto. Non volevo
il solito ambiente degradato, volevo
che questa realtà saltasse fuori in
positivo, per dire ai ragazzi la loro vita dipende anche da loro. Non solo,
ma anche da loro.
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Quando scrivi e non ti viene un’idea che cosa fai?
Prendo la bici e pedalo per i campi, chiedendo un suggerimento ai miei
personaggi. Oppure vado a letto e mi affido al sogno. Quando mi sveglio
prendo il mio quadernetto e scrivo. La scrittura è anche fatica. C’è un
aspetto tecnico che ti obbliga a rifare, sistemare, limare. A volte è
frustrante, quando ti tocca riscrivere un libro che non funziona.
Qual è l’età giusta per scrivere un libro?
Prima di scrivere bisogna vivere. E vivere rispettando
tutti gli esseri viventi.
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Per quello che riguarda la parte
“tecnica”, consiglio di leggere i libri scritti dagli
altri, facendo attenzione alle parole usate, allo stile.
Ma attenzione, “scrivere bene” non vuol dire essere uno
scrittore. Lo scrittore sa farti sognare, riflettere, ti
lascia qualcosa.
Che cosa consigli a un ragazzo che vuole scrivere?
Di iniziare per gradi, con miniracconti di 10 righe, che
abbiano un personaggio, una storia, uno sviluppo e una
fine. Fallo leggere a qualcuno e, se a questa persona non
piace, non pensare che “non capisce niente”. Chiediti
perché.
Che cosa fai nel tempo libero? |
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Guardo gli insetti del mio giardino: è lì che avvengono le
più cruente battaglie tra orchi! Visito l’Italia,
guardo un film, leggo i libri degli altri, vado in bici.
Per saperne di più su Aquilino visita il suo sito
www.aquilino.biz |
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