LA TRILOGIA
DI ALBINO GUIDI: Un fauno in legnaia - D'Armonia, di sangue - Se muore
un Arlecchino (settembre 2012) |
![]() |
Vita di gente in carne e ossa,
nel paese, carne avida e ossa forti; gente corazzata di egoismo e armata
di ambizioni da soddisfare, costi quello che costi (agli altri). L'apparenza
bonaria della provincia dissimula sguardi ferini, musi di topo, mani unghiate.
In un gioco di specchi spezzati, appaiono e scompaiono i riflessi inquietanti
della cattiveria. I peccati capitali fanno capolino tra la passeggiata
in piazza e l'incontro di beneficenza; il resto è becera ignoranza
o pavido perbenismo. Poi ci sono gli altri: quelli che non urlano, non
aggrediscono, neppure si lamentano dei colpi casuali inferti da un fato
insensato e insensibile. Tra i miti fioriscono l'onestà dei sentimenti,
l'amicizia e la compassione, il piacere di stare insieme e di fare insieme
qualcosa di bello. Ma è nel loro sangue innocente che si bagna
le mani una violenza cui sembra non ci sia scampo. I significati, profondi
e commoventi, emergono da una scrittura che procede con la fluidità
di un concerto d'archi; che accende con un'unica pennellata la vita di
un personaggio; che sa scolpire la realtà in una prospettiva di
piani diversi ma collegati. Superando i confini del reale o del realistico
e dando corpo alla realtà dell'immaginazione, la scrittura rivela
il suo primigenio e più alto valore di parola creatrice. Da leggere. |
Ancora una volta la vita tranquilla di Albino Guidi viene sconvolta dall'intromissione di Atena. La dea lo esorta a fare teatro con una filodrammatica speciale, della quale entra a far parte una titanide in fuga da Ares. Il dio trova alleati in paese, cinici e ipocriti. La battaglia di Albino riguarda non solo la libertà di espressione, ma gli ideali di un mondo tollerante e giusto. Lo spettacolo straordinario che alla fine presenta alla popolazione è un inno ai valori veri, non quelli conclamati da tribune e pulpiti. Robin Edizioni, 2011 |
"Un fauno in legnaia"
|
![]() |
|
La prima recensione di "Un
fauno in legnaia" è di Betti, amica e acuta editor di tutti
i miei libri (editor non ufficiale). Le recensioni degli amici non contano?
Per me sì, e molto.
"Ironia sagace. Il ritratto senza acrimonia della ferocia nascosta sotto i paludamenti dei valori e dei principi assoluti. La società che, forte della propria compattezza numerica, rifiuta l’individuo non omologato, disprezza ciò che non riesce a raggiungere, condanna ciò che non capisce; e chi ha l’animo oscuro sa come arpeggiare sulle corde dell’ignoranza e dell’insoddisfazione per scatenare il fanatismo e il gusto sanguigno della vendetta. Ma c’è un giardino in cui spirito umano e spirito vegetale si accordano nel respiro cosmico, nel ritmo primordiale di luce e buio, aria e acqua, terra che genera e che accoglie le spoglie della vita: qui le parole sono fatte di pensieri e di battiti d’ali. I piani di lettura sono molteplici: illuministica aspirazione alla tolleranza, rifiuto della violenza come risposta alla violenza, visione animistica della natura, filosofica consapevolezza della vita come trasformazione, dialogo interiore. E molto altro ancora. In una scrittura dalla cristallina trasparenza comunicativa, preziosa senza esibizionismi, in cui la vita si rivela nella sua voce universale, oltre l’individuo, oltre lo spazio, oltre il tempo." |
|